18 ottobre 1977 (Baader-Meinhof)

Cerca

Nei primi anni '60, essendo appena arrivato dalla RDT (Repubblica Democratica Tedesca), naturalmente ho evitato di esprimere simpatie per gli scopi ed i metodi della RAF (Frazione Armata Rossa). Sono rimasto colpito dall'energia dei terroristi, dalla loro determinazione che non ammette compromessi e dal loro estremo coraggio. Tuttavia, nel profondo del mio cuore, non riuscii a condannare lo Stato per la sua risposta dura. Questa è la natura di uno stato, e ne ho conosciuti di ben più spietati. Le morti dei terroristi, e gli eventi relativi sia prima che dopo, rimangono un orrore che mi angoscia e mi perseguita sin d'allora, come una questione non risolta, nonostante tutti i mie sforzi per reprimerla.

 

Notes for a press conference, November-December 1988 (held at Museum Haus Esters, Krefeld, February 1989) SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 202


Queste immagini sollevano probabilmente questioni di contenuto politico e di verità storica. Nessuna delle due cose mi interessa in questo caso. E anche se probabilmente la mia motivazione nel dipingerli è irrilevante, sto cercando di darle un nome, di definirla come un'articolazione sviluppatasi in maniera parallela alle immagini, ed originata dalla mia preoccupazione e dalla mia opinione.

Notes for a press conference, November-December 1988 (held at Museum Haus Esters, Krefeld, February 1989) SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 202


L'attualità politica dei dipinti della serie Ottobre non ha pressoché alcuna rilevanza per me, ma in diverse recensioni è la prima cosa, o l'unica cosa, che suscita interesse, e le reazioni alle immagini variano a seconda delle circostanze politiche correnti. Trovo che questo sia piuttosto un diversivo.

Notes, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 213


Volevo dire qualcosa di diverso: le immagini sotto diversi aspetti sono anche un commiato. Di fatto queste persone sono morte e possiamo affermare in maniera generale che la morte è un commiato. Quindi, ideologicamente, un commiato da ogni dottrina di salvezza e, oltre a questo, dall’illusione che le circostanze inaccettabili della vita possono essere cambiate da questo espediente convenzionale che è lotta violenta (questo tipo di pensiero e gesto rivoluzionario è ormai inutile e superato)

Notes, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 213


E poi questo lavoro ha per me un forte senso di commiato. Conclude il lavoro da me iniziato negli anni Sessanta (i dipinti realizzati da fotografie in bianco e nero) sotto forma di una densa conclusione che preclude ogni possibile seguito. E così, è un commiato da pensieri e sentimenti personali ad un livello molto elementare. Non che si tratti di un atto deliberato, ovviamente. È un processo quasi automatico di disintegrazione e di ricostituzione di cui posso rendermi conto, come sempre, solo a posteriori.

 

Notes, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 214


Come mai ha deciso di dipingere la Banda Baader-Meinhof?
Non vi è stato un evento particolare che mi ha portato a decidere. Avevo collezionato delle foto e avevo questa idea da diverso tempo. È cresciuta sempre di più, fino a quando ho pensato: devo dipingerla. Io vengo dalla Germania dell'Est e non sono marxista, quindi all'epoca non avevo simpatie particolari per le idee o per l'ideologia che queste persone rappresentavano. Non potevo comprenderle, ma ne ero comunque impressionato. Come tutti, ne ero toccato. È stato un momento molto particolare per la Germania.

 

Interview with Gregorio Magnani, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 221


Nei suoi dipinti vi è una certa pietà per la Banda Baader-Meinhof.
C'è del dolore, ma spero che si possa interpretare come un dolore per delle persone morte così giovani, ed in maniera così folle, per nulla. Le rispetto e rispetto anche le loro aspirazioni, o meglio il potere delle loro aspirazioni. Perché hanno cercato di cambiare le cose stupide del mondo.

 

Interview with Gregorio Magnani, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 222


Ho dipinto quello che non si poteva dipingere: i morti. All’inizio, volevo più che altro riprendere l’intero problema, rappresentare la realtà di quel periodo. Tendevo a pensare in grande, a un lavoro che inglobasse tutto il contesto storico. Ma poi le cose sono andate diversamente, sono andate in direzione della morte, soggetto non incompatibile con la pittura, al contrario, perché la morte e la sofferenza sono da sempre un tema artistico. In pratica iltema. Alla fine, con il nostro stile di vita decoroso ed ordinato, siamo riusciti a staccarci da esso.

Conversation with Jan Thorn-Prikker concerning the 18 October 1977 cycle, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 227


Quindi lei considera i morti appartenenti alla RAF (Frazione Armata Rossa), come delle vittime della loro stessa ideologia?
Certo che sì. Vittime non di un’ideologia particolare di destra o di sinistra, ma di un comportamento ideologico in generale. Questo ha a che fare con un dilemma costante per l’uomo e piuttosto generale: fare la rivoluzione e fallire

 

Conversation with Jan Thorn-Prikker concerning the 18 October 1977 cycle, 1989 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 232


Si tratta di foto tratte dalla stampa.
Proprio così, provengono dalle riviste Stern

Interview with Stefan Weirich about the 18 October 1977 series, 1993 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 312


Come vede tutto questo interesse in America nei confronti della RAF (Frazione Armata Rossa) e degli argomenti correlati, e, più in generale, come valuta l'efficacia di un'arte politica nell'America conservatrice?
Visto che gli americani sono piuttosto distanti dal tema della RAF, probabilmente vi si relazionano in un modo generale, in termini che sono rilevanti per ogni nazione moderna o anche non moderna: il pericolo generale del credo ideologico, del fanatismo e della distruzione. Un aspetto rilevante per ogni paese, compresi gli Stati Uniti, di cui lei parla, apparentemente, come di un paese conservatore. Ma posso cogliere anche un altro legame tra l'America e la RAF, e non intendo quello della guerra in Vietnam, contro cui Baader e Ensslin protestarono nel 1968 piazzando due dispositivi incendiari in due grandi magazzini a Francoforte. Vedo piuttosto un legame con il fatto che le attitudini e lo stile di vita del cosiddetto movimento del '68 furono fortemente influenzati dagli ideali americani. Lo stesso anti-americanismo non fu semplicemente una reazione all'egemonia degli Stati Uniti, ma venne largamente importato dall'America stessa.

Interview with Hubertus Butin, 1995 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, pp. 323/324


Il motivo per cui questi dipinti sono destinati a New York non è perché io sia deluso dalla mancanza d'interesse da parte della Germania, ma perché il MoMA me li ha chiesti, ed io considero il MoMA come il miglior museo del mondo.

 

Interview with Hubertus Butin, 1995 SOURCE

Gerhard Richter: Text. Writings, Interviews and Letters 1961–2007, Thames & Hudson, London, 2009, p. 325


Può dirci qualcosa su come è stato selezionare le foto e come questa compressione di date ed eventi è nata?
Mi ricordo che ho sentito che dovevo evitare tutte quelle foto sensazionali come la donna impiccata, l'uomo che si è sparato, e così via. Ho raccolto una grande quantità di materiale, tra cui una serie di foro banali, irrilevanti, e poi nel corso del mio lavoro sono tornato alle prime immagini che avevo voluto evitare, che riassumono le varie storie.

Su Pop, Oriente e Occidente, e alcune delle sorgenti di immagini. Uwe M. Schneede in Conversazione con Gerhard Richter SOURCE

Gerhard Richter: Images of an Era, Hirmer Publishers Monaco di Baviera, 2011, p. 110


Ricorda dove ha trovato il coraggio di questo ciclo, precisamente nel 1988?

Le esperienze accumulate nel corso degli anni di carattere generale e di natura personale. Un sacco di cose diverse sono successe prima che l'idea e la decisione siano state sviluppate e realizzate.

Su Pop, Oriente e Occidente, e alcune delle sorgenti di immagini. Uwe M. Schneede in Conversazione con Gerhard Richter SOURCE

Gerhard Richter: Images of an Era, Hirmer Publishers Munich, 2011, p. 111


E per quanto riguarda la RAF (Frazione Armata Rossa) stessa?
Ero spaventato da essa, e sono rimasto stupito nel vedere una cecità incredibile che ha esposto il nostro lato più crudele e feroce. Ma l'aspetto più spaventoso per me era la simpatia accordata a questi fanatici. Questo è solo come siamo -

Su Pop, Oriente e Occidente, e alcune delle sorgenti di immagini. Uwe M. Schneede in Conversazione con Gerhard Richter SOURCE

Gerhard Richter: Images of an Era, Hirmer Publishers Monaco di Baviera, 2011, p. 111


torna all’inizio