Biografia

Cronologia interattiva

Richter nel XXI secolo: Risultati reali e tangibili


"Dopo questo secolo di grandi annunci e di terribili illusioni, spero venga un'epoca in cui le vere cose che contano siano i risultati reali e tangibili e non i grandi proclami."1

Al volgere del millennio Richter era sempre più impegnato con i quadri astratti, eccezion fatta per i tre ritratti del piccolo Moritz [CR: 863/1-3]. La trasparenza, l'effetto traslucido e opaco, il riflesso erano ancora argomenti d'attualità per l'artista, un decennio dopo l'inizio delle prime riflessioni su queste tematiche. Otto grigi [CR: 874/1-8], del 2001, preannuncia una serie di opere dell'anno seguente che metteranno il vetro al centro della sua indagine artistica. Le opere Lastra di vetro [CR: 876-1], 4 Lastre verticali [CR: 877-1] e 7 Lastre verticali [CR: 879-1] dimostrano la volontà di inserire nel campo della scultura delle opere originariamente pensate per essere appese al muro.


Il 2002 fu un anno importante grazie alla grande retrospettiva Forty Years of Painting organizzata al MoMA di New York. La mostra, curata da Robert Storr, riuniva 190 opere ed era accompagnata da un catalogo di riferimento. Fu una delle più importanti di tutta la sua carriera e sancì la fama di Richter come uno dei maggiori artisti viventi. Storr nell'introduzione al catalogo parla di un riconoscimento "atteso da lungo tempo" negli Stati Uniti.2

Nel 2003 Richter iniziò una serie composta da pochi quadri, ma di grandi dimensioni, intitolata Silicato [CR: 885/1-4] che traeva spunto da un articolo pubblicato il 12 marzo 2003 sul Frankfurter Allgemeine Zeitung sulle proprietà scintillanti del corpo di alcuni insetti. 3 Le quattro tele che ne risultarono sono quelle che forse mostrano le maggiori somiglianze con il mondo biologico tra le opere astratte di Richter perché evocano delle formazioni cellulari e delle sequenze genetiche viste al microscopio.

Il nuovo cambiamento di rotta- alquanto inaspettato- si presentò sotto forma di un unico quadro rappresentante l'attacco al Word Trade Center di New York l'11 settembre 2001 e intitolato semplicemente Settembre [CR: 891-5], 2005. In un libro del 2010 dedicato al quadro, l'autore, Robert Storr si chiede quale sia il significato di un unico dipinto di piccole dimensioni che rappresenta, in modo quasi astratto, uno degli avvenimenti più importanti della storia mondiale recente. 4 Rappresentando l'esplosione del volo 175 della United Airlines al momento del suo impatto contro la Torre Sud, il saggio di Storr racconta come questo quadro sollevi ed inglobi le molte problematiche geopolitiche che gli attacchi causarono e la realtà tragica di tutte quelle vite spezzate e di coloro che ne furono toccati da vicino. La tela, sebbene provochi una sensazione opprimente per la gravità dell'evento, non cede alla spettacolarizzazione, ma anzi evoca un torpore esistenziale, tristezza e incredulità. Fu descritto dal critico del The Sunday Times Bryan Appleyard come " la cosa che più si avvicina a quello che un capolavoro sull'11 settembre dovrebbe essere". L'autore continua dicendo che il quadro "ha reso esattamente quanto è successo quel giorno"5

L'anno successivo, il 2006, vide la nascita di uno dei cicli di quadri astratti più importanti, la serie Cage [CR: 897/1-6]. Questi sei quadri di grandi dimensioni, descritti da Sir Nicholas Serota come "magistrali" 6 prendono il nome dal compositore d'avanguardia americano John Cage che Richter non conobbe mai personalmente, ma la cui opera lo influenzò profondamente. Parlando con Hans Ulrich Obrist – uno dei suoi principali interlocutori dagli anni Novanta- Richter racconta che in quel periodo aveva l'abitudine di ascoltare la musica di Cage mentre dipingeva in atelier. 7 In un'intervista con Jan Thorn-Prikker del 2004, Richter dichiara: "é più o meno come diceva Cage: 'non ho niente da dire e lo dico.' Ho sempre creduto fosse una citazione stupenda. È la migliore opzione che abbiamo per continuare ad andare avanti".8 Le righe conclusive del libro del 2009 Cage – Six Paintings by Gerhard Richter di Robert Storr dedicato alla serie, fanno riferimento alla citazione di Cage e dicono: " attraverso il suo linguaggio e per le sue ragioni [le pitture Cage] sono il modo elegante di Richter per non dire nulla e, così facendo, per dichiarare ancora una volta la sua totale indipendenza."9 Dopo essere stata esposta nel 2008 al museo Ludwig di Colonia insieme ai quadri Bach, la serie è da allora in mostra alla Tate Modern di Londra.

Nel 2007 Richter termina la commissione più importante mai ricevuta – la realizzazione di una vetrata per la cattedrale di Colonia che doveva sostituire una distrutta durante la seconda guerra mondiale. Era stato invitato nel 2002 e passò molto tempo a sviluppare e realizzare il progetto nei cinque anni seguenti. In alcuni appunti preparati per la conferenza stampa nel luglio del 2006 Richter scrive:

 

"all'inizio del 2002 il capo progetto della cattedrale suggerì che fossi io a proporre un disegno per la vetrata del transetto sud. L'idea di base era quella di rappresentare sei martiri contemporanei. Ovviamente ne fui onorato, ma mi resi conto di non esserne all'altezza. Dopo alcuni vani tentativi di appropriarmi del tema e quasi sul punto di lasciar perdere, mi passò tra le mani una riproduzione in gran formato del mio quadro con i 4096 colori. Vi ho sovrapposto la sagoma della vetrata e mi sono accorto che quella era l'unica possibilità."10

 

Alcuni mesi dopo Richter iniziò a lavorare sulla maquette provando diversi schemi e disegni. Ne scelse uno in cui venivano utilizzati 11.000 quadratini di vetro soffiato della misura di 94 x 94 millimetri, la metà dei quali scelti a caso da un programma informatico e l'altra metà come immagine specchiata dei primi. La vetrata della cattedrale di Colonia [CR: 900] si rivelò essere l'evoluzione dei Campioni di colori e dei lavori sui colori degli anni Sessanta e Settanta e della Vetrata, 625 colori [CR: 703] del 1989. La vetrata che ne risultò fu un vero successo, reale e tangibile. Il film di Corinna Belz del 2007 documenta in modo esaustivo il progetto. 11


Nel 2008 Richter realizzò Sinbad [CR: 905], una serie di opere astratte colorate formata da 100 piccoli quadri dipinti a smalto, applicato sul retro di un vetro. Sinbad è la prima serie dell'artista a fare riferimento al libro delle Mille e una notte; seguirà nel 2010 Aladino [CR: 913]. Le altre due serie Baghdad [CR: 914], 2010, e Abdallah [CR: 917], 2010, sono le ulteriori prove delle riflessioni dell'artista rivolte al Medio Oriente in quel periodo. Riprendendo i colori più accesi che aveva utilizzato per alcuni quadri astratti alla fine degli anni Settanta - inizi Ottanta, Sinbad è un viaggio gioioso e brillante nel mondo dei colori e dell'astrazione.


Uno degli ultimi risultati di Richter nel campo dell'astrazione e del colore sono delle bande. L'opera Banda [CR: 920], 2011, consiste in una stampa digitale montata tra un pennello di alluminio e uno di Perspex e presenta decine di bande orizzontali di spessore variabile, della lunghezza di 3 metri. Si tratta di un'interessante premessa per quello che nascerà ancora da uno degli artisti viventi più prolifici e rispettati, il cui desiderio mai pago di indagare i linguaggi e le possibilità della pittura nel creare delle immagini, lo spinge a continui cambiamenti.

In occasione del suo ottantesimo compleanno la Tate Modern di Londra, la Neue Nationalgalerie di Berlino e il Centre Pompidou di Parigi gli hanno dedicato la grande retrospettiva Gerhard Richter: Panorama, 2011-2012.



Testo redatto per www.gerhard-richter.com da Matt Price, assistito da Carina Krause, 2010-11. La redazione non sarebbe stata possibile senza i testi e i consigli di Dietmar Elger.


 


1 Intervista con Stefan Koldehoff, 1999. Gerhard Richter: Text, p.353.
2 Storr, Forty Years of Painting, p.13.
3 Elger, A Life in Painting, p.348.
4 Robert Storr, Settembre: un dipinto di storia di Gerhard Richter, Heni Publishing, Londra 2011, p.43.
5 Bryan Appleyard, The Sunday Times, Culture, 28.08.11, p.11.
6 Sir Nicholas Serota nella prefazione a Cage: Six Paintings by Gerhard Richter, Tate Publishing, 2009, p.6.
7 Robert Storr, Cage: Six Paintings by Gerhard Richter, Tate Publishing, 2009, p.54.
8 Intervista con Jan Thorn-Prikker, 2004, Gerhard Richter: Text, p.478.
9 Storr, Cage: Six Paintings by Gerhard Richter, Tate Publishing, 2009, p.86.
10 Gerhard Richter, Note per la conferenza stampa, 28 luglio 2006, Gerhard Richter: Text, p.518.
11 Il film è intitolato Das Kölner Domfenster (La vetrata della Cattedrale di Colonia). In tedesco e inglese con sottotitoli in francese, il film è prodotto da WDR/arte e zero one film, distribuito da Buchhandlung Walther König.